Veglia a Santa Giustina

Veglia a Santa Giustina
  • Urban environment: an internal plain winter ambient recorded in the night 1 month ago in Abbey of Santa Giustina, Via Cavazzana, Madonna Pellegrina, Padova, Veneto, 35123, Italia. It was Tuesday. The sky was clear. Technological contamination. Human presence.

    Nonostante la lunga lista di efferatezze subite a partire dal 1797, sappiamo bene quanto la Basilica di Santa Giustina a Padova sia uno scrigno immenso di tesori e di sacre memorie.

    Fu Papa Benedetto XV che, ricostituendo nel 1917 l'Abbazia facendovi reinserire una piccola comunità di monaci, amministrati dall'allora Abate della vicina Praglia, iniziò quel braccio di ferro con il demanio militare e civile che, benché continui ancora oggi, ha già dato dei risultati vincenti;  nel 1943, l'elezione di un nuovo abate stanziale e nel 1948, il decollo di un'importante campagna di ripristino e di restauro - sostenuta tenacemente anche da privati cittadini - della chiesa e di parte del vecchio monastero.

    E' con queste riflessioni che, poco prima dell'inizio della Veglia per la Messa della Notte di Natale e quasi senza rendermene conto, seguo Padre Giovanni nella visita del Coro Grande e della tomba di Elena - così la chiama lui - all'interno della Cappella di San Luca. 

    Il Coro Maggiore, uno dei più belli al mondo, mi sorprende per la sapienza e la maestria con le quali viene disegnato, scolpito, composto e rivelato ancora nel luglio del 1566. In legno di noce, ben conservato, si divide tra due ordini di stalli - ben 88 - con i braccioli sorretti da cariatidi ed il magnifico dossale scandito da un colonnato di squisite proporzioni ed una trabeazione con ricco fregio dominata da putti, uno diverso dall'altro.  Gli specchi del dossale con le figure scolpite in rilievo mi lasciano a bocca aperta.

    Con Giovanni ci fermiamo dinanzi alla Natività e condividiamo come, attraverso il suo lavoro, Riccardo Taurigny di Rouen abbia saputo splendidamente richiamare, con alcuni precisi elementi, gli straordinari cicli pittorici della Padova trecentesca, mentre, osservando questa maestosità, prendono forma le parole di Eutizio Cordes, monaco dottissimo di Santa Giustina e ideatore del programma iconografico del coro: «l'opera redentrice di Gesù Cristo prefigurata nel Vecchio Testamento, attuata nella sua vita, applicata all'umanità».

    Attraverso il corridoio delle messe Giovanni mi introduce quindi nella Cappella di San Luca costruita agli inizi del '300, decorata nel' 400 e incoronata nel 1453-54 con il Polittico di San Luca del Mantegna - ora l'originale si trova fortunatamente custodito a Brera -

    Giovanni aveva capito fin dall'inizio che, per la sottoscritta, niente sarebbe stato comunque più importante che visitare e pregare, anche se per pochi secondi, sulla tomba di Elena Cornaro Piscopia, prima donna laureata della storia e ivi inumata nel 1684.

    "Immagino tu abbia scelto l'Università di Padova per lei ..." mi dice lentamente, mentre le rivolgiamo lo sguardo. 

    "Beh ... I motivi che mi hanno spinto a fare questa scelta sono molti, ma forse ... il più importante è proprio questo!" 

    Mi commuovo, mentre capisco di essere stata la destinataria di un dono grande e in basilica la comunità dei monaci si prepara a cantare il primo ed il secondo notturno dell'Ufficio Divino e celebrare, per una volta ancora, il Santo Natale. 

  • Technological contamination: organo a canne, rumori con panche di legno, sedie spostate, "distorsione" microfono registratore, microfono che viene aggiustato.
    Human presence: persone che entrano in chiesa, persone che attraversano la navata, persone che si siedono su panche e sedie, persone che parlano/anche sottovoce.

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Recorded with:
ZOOM H4
Microphones used:
2 microfoni a condensatore,configurazione X/Y
Recording setup:
MONO - 44100 Hz - 16 Bit
00:00
preview:
MP3 96bps 44100hZ MONO - gain: no - compressor: no - limiter: no


# Image Title Marked as Hz Bit Audio recording setup: Sound Distance (Km)